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Associazione "Familiares de Desaparecidos y Detenidos por razones Políticas"


La Commissione dei Familiari dei Desaparecidos e Detenuti per Ragioni Politiche fu ufficialmente creata a Buenos Aires nel settembre 1976, sei mesi dopo il colpo di stato del 24 marzo. Eravamo un gruppo di madri, padri, fratelli, mariti e mogli di persone sequestrate dalla dittatura militare e di prigionieri politici. I nostri familiari erano oppositori del regime militare e, in questo senso, siamo sempre stati convinti che le cause della repressione fossero di “natura politica”. Due furono all’epoca le rivendicazioni di Familiari: “riapparizione con vita dei desaparecidos” e “libertà per i prigionieri politici”.

Da allora abbiamo viaggiato per l’Argentina per metterci in contatto con altri familiari e per stimolarli a organizzarsi. L’associazione era ben cosciente che i nostri desaparecidos e i nostri prigionieri erano, in maggioranza, strettamente collegati alle lotte popolari, per questo abbiamo messo in risalto, nella scelta del nome, “per ragioni politiche”. Ci siamo così appropriati di una realtà che conoscevamo e della quale, nonostante la paura, l’incertezza e la repressione, ci sentivamo orgogliosi.

Nell’ottobre del 1977, sfidando la repressione, organizzammo una manifestazione pubblica in occasione della presentazione di una petizione a sostegno, appunto, delle nostre due parole d’ordine: riapparizione con vita dei desaparecidos e libertà per i prigionieri politici.
La dittatura non accolse la petizione ma i corrispondenti stranieri sì, e la diffusero. Da allora non abbiamo cessato di presentare denunce presso gli organismi internazionali e la stampa straniera.

Familiari ha svolto sin dall’inizio un’attività specifica e costante in difesa dei prigionieri politici, che arrivarono a superare i 10.000. Lottavamo per la loro libertà immediata ma anche per migliorare le condizioni della loro reclusione. Nelle prigioni della dittatura, uomini e donne furono incarcerati in condizioni disumane, furono torturati e mantenuti a lungo come ostaggi da chi deteneva il potere.
Nel 1981 pubblicammo un testo sulla situazione nelle carceri, denunciando che l’obiettivo della dittatura militare era reprimere, isolare, indebolire, logorare, provocare e annientare i detenuti politici. In questo contesto di lotta permanente di persone di ogni età, nacque l’idea di raccogliere in una piccola pubblicazione alcune poesie scritte nelle carceri, e da queste uscite nei modi più diversi, per lo più insoliti e rischiosi.

Queste poesie rappresentarono un messaggio di lotta e di speranza, ma nella prima pubblicazione e date le circostanze, furono presentate in forma anonima. Oggi, il nostro desiderio non è solo arrivare alle nuove generazioni con questi messaggi, ma anche quello più immediato di recuperare i nomi degli autori che ora, in democrazia, possono manifestarsi liberamente.


Ángela "Lita" Boitano
Presidentessa di Familiari dei Desaparecidos e Detenuti per Ragioni Politiche

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